Italiano / B1
La giara
Lollò Zirafa possedeva un terreno con molti alberi di olive. Quell'anno il raccolto prometteva di essere così abbondante che i suoi cinque grandi vasi per l'olio non sarebbero bastati. Ne ordinò un sesto, molto più grande: aveva una pancia larga ed era alto fino al petto di un uomo.
Lollò litigava continuamente con tutti, anche per le cose più piccole. Spendeva tanti soldi per portare le persone in tribunale che aveva perso una buona parte della sua ricchezza.
Durante la raccolta, tre lavoratori entrarono nel locale dove si trovava il vaso nuovo. Lo videro rotto: un grande pezzo si era staccato dal davanti. Uno voleva andare via senza dire nulla, ma un altro osservò che Lollò avrebbe potuto accusarli. Lo chiamarono.
Lollò si arrabbiò tanto da prendere un uomo per la gola. Gli altri due lo fermarono. Quando si calmò un poco, gli spiegarono che il vaso si poteva riparare. Conoscevano Dima Licasi, un vecchio che aveva inventato una colla fortissima e non ne rivelava il segreto.
La mattina seguente Dima arrivò con i suoi attrezzi. Guardò il vaso e disse che poteva sistemarlo. Lollò, però, voleva anche una serie di punti con filo di ferro per unire i pezzi. Non si fidava soltanto della colla.
Dima si offese e voleva andarsene. Era sicuro della qualità della sua invenzione, ma Lollò continuò a insistere. Alla fine il vecchio cominciò a lavorare, pieno di rabbia.
Fece dei buchi lungo i bordi delle due parti. Poi mise la colla, entrò nel vaso attraverso la grande apertura sul fianco e chiese a un lavoratore di riunire i pezzi. La colla li teneva già ben saldi. Dima invitò l'uomo a tirare forte: non si staccavano. Eppure doveva aggiungere anche i punti richiesti dal proprietario.
Dall'interno, passò i pezzi di filo attraverso i buchi e ne strinse le estremità. Dopo un'ora il lavoro era finito. Allora chiese aiuto per uscire. Ma il vaso, largo al centro, era stretto in alto. Dima non riusciva a passare dall'apertura: per liberarlo bisognava rompere di nuovo il vaso.
Lollò arrivò e cercò una soluzione, senza successo. Pagò la giornata di lavoro mettendo cinque lire dentro il vaso, anche se Dima protestava e voleva solo uscire. Ordinò di portargli del cibo e partì per consultare il suo avvocato.
L'avvocato rise a lungo. Poi spiegò che non poteva tenere prigioniero l'uomo. Doveva liberarlo subito, ma poteva chiedergli il valore del vaso che sarebbe stato necessario rompere. Non il prezzo di un vaso nuovo: il suo valore dopo la riparazione. Gli consigliò di farlo valutare dallo stesso Dima.
Verso sera Lollò tornò. I lavoratori ridevano attorno al vaso e anche Dima si era calmato. Alla domanda sul valore, il vecchio rispose che quei punti di ferro lo avevano rovinato: ormai valeva circa un terzo del prezzo iniziale.
«Allora paga quella somma e io lo rompo per farti uscire», disse Lollò.
Ma Dima rifiutò. Se la libertà doveva costargli quei soldi, preferiva restare dentro. Lollò lo minacciò di portarlo in tribunale perché occupava il suo vaso. Il vecchio rispose che sarebbe uscito volentieri, ma senza pagare.
Il proprietario, furioso, lo lasciò lì. Dima aveva ancora le cinque lire ricevute per il lavoro. Le usò per far comprare da mangiare e da bere per sé e per i lavoratori, che rimanevano a dormire all'aperto.
Nella notte Lollò fu svegliato da un gran rumore. Sotto la luna, i lavoratori, ubriachi, ballavano intorno al vaso, mentre Dima cantava a voce alta. Lollò corse fuori e spinse il vaso giù per il pendio. Rotolando, andò a rompersi contro un albero di olive.
Così vinse Dima: il vaso era distrutto e lui usciva senza pagare.
English summary · includes the ending
Lollò Zirafa buys an enormous jar for his olive oil. When it is found broken, he calls Dima Licasi, a repairer with a powerful secret glue. Lollò insists on metal stitches as well. To add them, Dima works from inside the jar. Once the repair is complete, its narrow top prevents him from getting out.
Lollò pays him five lire and consults a lawyer. He must free Dima, but may charge him the repaired jar's value if it has to be broken. Dima values it at a third of its original price, then refuses to pay for his freedom. He is willing to leave, provided it costs him nothing.
Using his wages, Dima buys food and drink for the workers. Their noisy moonlit party wakes Lollò. Furious, the owner pushes the jar down a slope, where it breaks against an olive tree. Dima wins: he is free without paying.
Adapted for Lejrbål from the credited source.
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