Italiano / B2
Chichibio e la gru
Una risposta pronta può tirarci fuori dai guai. A volte, però, anche chi è troppo spaventato per ragionare trova all’improvviso parole che, in un momento tranquillo, non avrebbe saputo inventare. La storia di Chichibio mostra proprio come la fortuna possa venire in aiuto a una persona impaurita.
Currado Gianfigliazzi era un nobile cittadino di Firenze, conosciuto per la sua generosità e per la passione con cui andava a caccia con cani e falchi. Un giorno, nei pressi di Peretola, uno dei suoi falchi catturò una gru. Poiché l’uccello era giovane e ben nutrito, Currado lo mandò al proprio cuoco, un veneziano di nome Chichibio, ordinandogli di arrostirlo con cura per la cena.
Chichibio era un ottimo cuoco, anche se aveva l’aria di un uomo poco serio. Preparò la gru, la mise sul fuoco e la seguì attentamente durante la cottura. Quando era ormai quasi pronta e il profumo si sentiva forte, entrò in cucina Brunetta, una ragazza della stessa strada di cui era innamorato.
Vedendo l’arrosto e sentendone l’odore, Brunetta cominciò a chiedergli una coscia. Chichibio rispose con una specie di canzone: «Non te la do, Brunetta, non te la do!»
La ragazza si offese. Gli dichiarò che, se non l’avesse accontentata, non avrebbe più ricevuto nulla da lei che potesse fargli piacere. I due discussero a lungo, finché Chichibio, pur di non perdere il suo favore, tagliò una coscia e gliela consegnò.
La gru venne poi servita a Currado, che aveva ospiti a tavola. Appena si accorse che mancava una coscia, il padrone fece chiamare il cuoco e gli chiese spiegazioni.
«Signore, le gru hanno una coscia e una gamba sola», rispose Chichibio senza esitare.
Currado andò su tutte le furie. Come poteva pensare che non avesse mai visto una gru? Il cuoco, invece di ammettere la verità, insistette e si offrì persino di dimostrare la propria affermazione con degli uccelli vivi.
Currado non voleva prolungare la lite davanti agli ospiti. Si limitò quindi ad avvertirlo: l’indomani avrebbe dovuto mostrargli quella cosa mai vista né sentita prima. Se non ci fosse riuscito, la punizione sarebbe stata tale da fargli ricordare il nome del padrone per il resto della vita.
La mattina dopo Currado si alzò all’alba, ancora pieno di rabbia. Fece preparare i cavalli, ne assegnò uno a Chichibio e lo condusse verso un luogo ricco d’acqua, dove a quell’ora si vedevano spesso delle gru. Era deciso a stabilire chi dei due avesse mentito la sera precedente.
Chichibio cavalcava terrorizzato al suo fianco. Capiva che la rabbia del padrone non era passata e non sapeva come sostenere la propria bugia. Sarebbe fuggito volentieri, se avesse potuto. Si guardava davanti, dietro e intorno: nella sua paura, vedeva soltanto gru saldamente appoggiate su due zampe.
Ma quando arrivarono al fiume, la prima cosa che incontrarono fu un gruppo di dodici gru addormentate su una zampa sola, come fanno abitualmente questi uccelli. Chichibio colse subito l’occasione.
«Ecco, signore! Vede che avevo ragione? Guardi come stanno!»
Currado gli rispose di aspettare. Si avvicinò agli animali e gridò: «Oh! Oh!» Le gru misero a terra la seconda zampa e, dopo qualche passo, presero il volo.
«Che ne dici adesso? Ti sei convinto che ne hanno due?» chiese al cuoco.
Chichibio, ormai quasi incapace di controllare la paura, rispose: «Sì, signore. Ma alla gru di ieri sera non ha gridato “Oh! Oh!”. Se l’avesse fatto, avrebbe tirato fuori anche l’altra gamba, come queste!»
La battuta divertì Currado al punto che tutta la sua rabbia si trasformò in allegria. Scoppiò a ridere e riconobbe scherzosamente che Chichibio aveva ragione: avrebbe dovuto gridare anche lui. Così una risposta improvvisa salvò il cuoco dal pericolo e gli restituì il favore del padrone.
English summary · includes the ending
Currado, a wealthy man from Florence, catches a crane while hunting and asks his cook, Chichibio, to prepare it for dinner. While the bird is cooking, Brunetta arrives. Chichibio is in love with her, and she persuades him to give her one of its legs.
At dinner, Currado notices the missing leg. Instead of admitting what happened, the cook claims that cranes have only one leg. The angry master demands proof.
Next morning, they ride to the river and find cranes sleeping on one leg. For a moment, the cook seems right. Then Currado shouts. The birds lower their other legs and fly away.
Chichibio quickly replies that Currado should also have shouted at the cooked crane the night before. The absurd answer makes his master laugh. His anger disappears, and the cook avoids punishment. The story shows how an unexpected witty reply can help someone escape a difficult situation.
Adapted for Lejrbår from the credited source.
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