Italiano / B2

Cesca e lo specchio

Short story

Fresco da Celatico aveva una nipote che veniva chiamata affettuosamente Cesca. La ragazza aveva un bel viso e una bella figura, senza però possedere una bellezza eccezionale. Ai propri occhi, invece, era una persona tanto superiore e importante da potersi permettere di criticare chiunque.

Aveva preso l'abitudine di trovare difetti negli uomini, nelle donne e in tutto ciò che vedeva. Non rivolgeva mai lo stesso sguardo a sé stessa, nonostante fosse più sgradevole, irritabile e difficile da accontentare di molti altri. Il suo orgoglio sarebbe stato eccessivo persino per una principessa.

Quando camminava per la strada, faceva continuamente smorfie, quasi che ogni persona incontrata avesse un cattivo odore.

Un giorno di festa rientrò prima del solito. Si mise a sedere accanto a Fresco e non faceva che sospirare.

«Cesca, che cosa significa?» le chiese lo zio. «Oggi è festa: perché sei tornata tanto presto?»

La ragazza rispose con i suoi soliti modi pieni di pretese:

«Sono tornata perché non credo che in questa città ci siano mai stati uomini e donne tanto sgradevoli come oggi. Non passa nessuno per la strada che non mi dia fastidio. Non penso che esista una donna che sopporti le persone antipatiche meno di me. Per non vederle, ho preferito tornare.»

Fresco, al quale il comportamento della nipote dispiaceva molto, le rispose:

«Se le persone sgradevoli ti danno tanto fastidio e desideri vivere felice, non guardarti mai allo specchio.»

Cesca si credeva molto intelligente, ma non colse la critica rivolta proprio a lei. Rispose che voleva usare lo specchio come tutte le altre donne. Rimase così convinta del proprio valore, senza comprendere la battuta dello zio.


English summary · includes the ending

Cesca is a young woman who thinks very highly of herself. Although she is attractive, she believes she is better than everyone else. She criticises every man and woman she meets, but never considers her own unpleasant behaviour.

One holiday, she comes home early and sits beside her uncle, Fresco. He asks why she has returned so soon. Cesca says that the streets are full of annoying people. She cannot bear to look at any of them, so she has come home to avoid them.

Fresco dislikes her proud and difficult manner. He tells her that, if unpleasant people trouble her so much, she should never look in a mirror. His advice is really a criticism of Cesca herself.

However, she completely misses his meaning. She simply says that she wants to use a mirror like other women. The story ends with her opinion of herself unchanged.

Adapted for Lejrbål from the credited source.
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